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New Post 22/01/2008 20.46
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Minirugby 

Il Minirugby

 

     Si tratta di una versione semplificata del gioco del rugby classico con regole adatte ai bambini dai sette ai dodici anni che giocano divisi solo per fasce d'età e non per sesso.

 

Per la stagione sportiva 20007/08 le categorie sono:

 

Under 7 - nati nell'anno 2001

Under 9 - nati negli anni 1999 e 2000;

Under 11 - nati negli anni 1997 e 1998;

Under 13 - nati negli anni 1995 e 1996.

 

Le regole del Minirugby

 

     Rispetto al gioco dei "grandi" nel minirugby non vi sono le porte, si possono segnare punti solo andando in meta.

     Nelle categorie under 7 e under 9 non vi è la mischia ordinata come forma di ripresa del gioco, né la rimessa laterale "touch" e si può giocare la palla solo con le mani; nelle categorie under 11 e under 13 vi è la mischia, ma senza spinta, e la "touch" ma senza la possibilità di sostenere o alzare i giocatori che partecipano all'allineamento.

     La palla può essere calciata coi piedi, ma con alcune limitazioni.

 

I valori del gioco

 

     Ma, al di là dei regolamenti "tecnici", il rugby è, specie per i più piccoli, una vera e propria "scuola di vita".

     Si impara a convivere con il freddo, il fango ed il contatto con l'avversario senza lamentarsi o quasi, si impara ad essere veri sportivi a giocare "con" un avversario e non "contro", ad essere uniti nella stessa squadra ed al contempo a rispettare l'avversario, sino al punto di gridare un forte "hip hip urrà" all'indirizzo dell'altra squadra all'inizio e al termine di ogni partita, ad accettare le decisioni dell'arbitro, quali che siano, senza discutere perché l'importante è giocare e divertirsi, a stringere la mano e a ringraziare arbitro e avversari dopo ogni incontro.

     Per queste ragioni crediamo che il gioco del rugby possa insegnare molto per lo sport, e forse anche oltre lo sport, ai nostri ragazzi.

 

Il codice di comportamento

 

     Per applicare in concreto lo spirito del gioco, abbiamo adottato un codice di comportamento che, per esempio, indica:

 

-> ai GIOCATORI di affrontare l'incontro tranquillamente e senza mai perdere la calma, di applaudire il bel gioco sia proprio che degli avversari.

Ricordando che proprio questi devono essere rispettati e trattati come vorrebbero essere anche loro.

Importante, inoltre, è che alla fine di ogni partita è doveroso ringraziare gli avversari e l'arbitro.

I giocatori devono ricordare che gli scopi del gioco consistono nel divertirsi, nel migliorare le proprie capacità e sentirsi bene.

Inoltre viene sottolineato che vincere o perdere fa parte dello sport: importante è vincere con umiltà e perdere con dignità.

In ogni momento ogni giocatore rappresenta la propria società, la propria  famiglia e il gioco del rugby;

 

-> ai GENITORI il codice di comportamento indica che i bambini che giocano al rugby lo fanno per il proprio divertimento e non perché possa contribuire anche al loro.

 I genitori devono insegnare ai figli che un tentativo onesto è importante come una vittoria, in modo tale che il risultato venga accettato senza delusioni.

Inoltre i genitori non devono ridicolizzare, umiliare e sgridare i ragazzi dopo aver fatto un errore o per aver perso una partita.

Al contrario non devono enfatizzare la vittoria a tutti i costi.

Da spettatori non devono usare un linguaggio irriverente e non devono infastidire l'arbitro, l'allenatore o i giocatori.

Infine i genitori non devono mai mettere in dubbio pubblicamente le decisioni arbitrali e l'onestà del direttore di gara.

 

-> agli ALLENATORI viene ricordato che in quanto tali per una formazione "under" essi agiscono in vece dei genitori rendendo il compito più oneroso di quello di un allenatore di formazioni adulte.

Quando sono meritate l'allenatore deve esser generoso nelle lodi.

Viceversa non deve sgridare o ridicolizzare i giocatori perché hanno commesso degli errori o hanno perso la partita.

Uno dei compiti dell'allenatore è anche quello di garantire a tutti la possibilità di giocare, anche a quelli ritenuti "scarsi" perché anche loro meritano la stessa fiducia e tempo di gioco.

Inoltre l'allenatore non può tollerare il gioco sporco, la rissa o il linguaggio volgare: in tal caso deve far uscire il giocatore che commette infrazioni.

Un buon allenatore deve essere consapevole dell'effetto che sta avendo sui bambini che sono in fase evolutiva.

Anche l'allenatore deve sempre ringraziare l'arbitro e nel caso avesse preso delle decisioni che richiedono una chiarificazione, discutere i problemi solo quando gli spogliatoi sono vuoti, ossia senza i giocatori.

 

-> gli SPETTATORI sono invitati a considerare che per quanto i giovani possono giocare un rugby organizzato non sono dei "giocatori internazionali in miniatura".

Inoltre non sono accettati abusi verbali nei confronti dei giocatori o dell'arbitro e contemporaneamente gli spettatori devono dimostrare rispetto verso gli avversari ricordandosi che senza loro non potrebbe svolgersi la partita.

In ogni occasione e con qualsiasi forma gli spettatori devono condannare l'uso della violenza, anche perché i giocatori e l'arbitro non possono essere il bersaglio di un comportamento ignorante.

Gli spettatori siano orgogliosi della propria società e del gioco del rugby.

 

I concentramenti

 

L'attività agonistica di Minirugby si svolge con la formula dei concentramenti regionali.

In pratica significa che non esiste un campionato per le categorie under 7, 9, 11 e 13 ma si svolgono invece dei tornei, ai quali il  Pomezia Torvajanica Rugby partecipa con cadenza mensile.

 

A presto!

 

Per noi quello che conta veramente è far giocare e divertire i nostri ragazzi in un clima di festosa e gioiosa amicizia, insegnando loro i valori della sportività.

Se vorrete far provare questo sport ai vostri ragazzi, quello che sicuramente non vedrete saranno allenatori "caricati" che cercano il risultato a tutti i costi, genitori a bordo campo che imprecano all'indirizzo di arbitro e avversari, dirigenti litigiosi pronti a presentare ricorsi di ogni genere per far prevalere la loro società.

Scoprirete, invece, che al termine di ogni concentramento tutti ci ritroviamo per il "terzo tempo", dove si mangia e si beve qualcosa insieme, piccoli giocatori, genitori, allenatori e dirigenti di tutte le squadre che vi hanno partecipato!

I paragoni con altri sport, forse più famosi e praticati del nostro, potrebbero sprecarsi ma noi non vogliamo farne.

Ciascuno può trarre le proprie conclusioni ma soprattutto oggi le bambine, i bambini, i ragazzi e le ragazze del litorale Laziale hanno la possibilità, grazie al Pomezia Torvajanica Rugby, di sperimentare questo sport che per troppo tempo è stato lontano dal nostro territorio.

 

Vi aspettiamo!

 
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